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Questo spazio rappresenta la sintesi e l’evoluzione, il passato, il presente e il futuro, per me, che da biker … c’è sempre un punto di partenza e mai un arrivo <3
Mi chiamo Francesco Montani e questo non è solo un sito, ma uno spazio in cui condivido l’Amore per la mia terra..Come potete vedere dalle immagini e dal nome del sito si tratta di Castelluccio di Norcia, un piccolo borgo umbro, anche se a me piace più chiamarlo Castello..”il mio castello alle pendici del Monte Vettore” nello splendido Parco Naturale dei Monti Sibillini.
Castelluccio è il luogo per cui sento vibrare le corde del mio cuore, parlarvi della meraviglia che lo circonda, delle sue incantevoli viuzze, di quei piccoli balconi, e degli scorci che si aprivano davanti ai miei occhi, di tutto quello che mi ha abbracciato e mi ha fatto crescere con i miei sogni, le mie certezze, le mie speranze..significa raccontarmi con voi in un dialogo “a cuore aperto”
La mia Castelluccio ha subito purtroppo una grande ferita nel corso degli ultimi anni, una ferita che non si cancella così facilmente, sto parlando del terremoto che con la sua forza violenta lo ha distrutto..
La sofferenza che si vive dopo una distruzione è talmente forte che non ci sono parole o fotografie in grado di esprimerla..Il senso di solitudine e di abbandono, la disillusione, la consapevolezza che nulla sarà mai più come prima..Castelluccio è stato distrutto da un terremoto, un sisma che ha annientato il futuro, le case, i sogni di una vita tranquilla in un posto incantevole..
Se ci penso, in fondo, mentre lo scrivo, credo che molti abbiano vissuto una distruzione simile nella loro vita…Noi abbiamo vissuto la distruzione di un borgo, di un Castello, altri di un matrimonio, di una famiglia, altri ancora di un lavoro, di una vita serena…
Ed ecco allora che la distruzione di Castelluccio diventa chiave per parlare di “una dimensione umana”, la sofferenza e la reattività che ognuno ha di fronte ad essa..Da qui nasce il mio progetto, da qui parte la mia volontà di parlare di altro, per raccontarvi la sua storia, i ricordi dei momenti felici che si sono depositati nell’anima di ogni castellucciano, e ancora raccontarvi le bellezza della fioritura che passa gradualmente da sfumature sottili a vere e proprie esplosioni di colori, parlarvi di quei monti che donano albe e tramonti dai toni cristallini, di quei prati che accolgono i turisti abbracciandoli con fili sottili di fiordalisi e accarezzandoli con la delicatezza del vento..
Castelluccio è così metafora (che grande parola:) della capacità che ciascuno di noi ha per ricostruirsi partendo dalle certezze e approdando così verso nuovi orizzonti dal sapore di infinito, che si parlano di Amore e di Vita..
Ho scelto come Arte la fotografia perché sin da piccolo, quando mi affacciavo dalla mia finestra della casa di Castelluccio, mi divertivo e mi entusiasmavo a guardare il Pian Grande, è come se ammirassi sempre la mia terra non solo da un balcone ma attraverso l’oculare del cuore.. E’ vero, ero piccolo, non scattavo foto, ma immaginavo..Ho imparato così a vedere ed a raccontare il mio mondo, incorniciato da una finestra e circondato da poesia e tutto questo è bellissimo ..
Quella piana in cui mi divertivo poi a giocare ed a correre ora la conosco centimetro per centimetro, quel borgo e quel paesaggio sono dentro la mia anima e sono diventati il mio luogo magico da cui partire per scattare non solo una foto ma un ricordo, un’emozione..
Perchè in ogni fotografia della “mia” Castelluccio  ci sono davvero “gli odori sentiti, la musica che ho ascoltato, le persone che ho amato e le emozioni che ho vissuto e che vivo”






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